Parlare di derivati in generale è un compito abbastanza complesso, in quanto la categoria è estremamente ampia. Allora ho deciso di iniziare dal derivato piú semplice che esiste, il contratto Futures. Mettetevi comodi che provo a raccontarvelo (sembra che lo story-telling sia il modo migliore per spiegare e, dall'altro lato, per imparare).
Immaginate di essere un coltivatore di arance, specializzatonella produzione di succo d’arancia. Ogni anno le vostre preoccupazioni principali sono queste due: che il raccolto a fine stagione sia buono (per esempio, che non venga distrutto da una grandinata) e che col ricavato della vendita possiate almeno coprire i costi sostenuti e generare un - seppur piccolo - profitto. Per il primo problema la soluzione è abbastanza semplice: assicurate il raccolto, in modo da essere rimborsati in caso di ciclone, siccità o qualsivoglia calamità naturale.
Ma vediamo lo scenario più pessimistico. Diciamo che quest’anno il tempo è stato particolarmente favorevole alla coltivazione delle arance, tutti i produttori vostri concorrenti hanno arance perfette in quantità. Inoltre, giusto per rendere le cose ancora più difficili, per qualche ragione non meglio specificata in tutta la nazione si è sparsa la moda degli alberi di arancio: tutti hanno un albero di arance nel proprio giardino, e ciò incide negativamente sulla domanda per il vostro prodotto (perché andare al supermercato a comprare del succo quando posso farmelo fresco in casa?). Ecco, in questa situazione le cose potrebbero mettersi particolarmente male per voi: la sovrabbondanza di offerta e la scarsità di domanda scatenerebbero senza dubbio una battaglia sul prezzo da parte dei vari produttori. Il risultato sarebbe che sareste costretti a svendere il prodotto pur di avere un minimo ricavo (n.d.r. il ricavo si intende al lordo dei costi, non equivale al profitto!) e minimizzare le perdite, che sarebbero comunque particolarmente consistenti.
Ora che avete chiaro il problema, non vi piacerebbe poter evitare di trovarvi nello scenario pessimistico? Certo se poteste prevedere il futuro, sapendo che quello sarebbe l’outcome finale, non iniziereste nemmeno la produzione. Ma, posto che ancora l’astrologia non è considerata una scienza esatta e non c’è nessuno al mondo in grado di dirvi con certezza assoluta quali saranno le condizioni del mercato da qui a 10 mesi, dovrete trovare un’altra soluzione. Prima di suggerirvi come fare, voglio farvi vedere il problema da un’altra prospettiva.
Adesso abbiamo tutti gli elementi sulla tavola. Un semplice modo per mettere d’accordo grossista e produttore è quello di stipulare un contratto a termine: le due parti si accordano che, alla scadenza, una certa quantità di succo sarà scambiata con una certa quantità di denaro definita oggi. Ecco, l'idea del contratto Futures nasce da qui, ma questo strumento ha caratteristiche che lo rendono molto diverso da una semplice vendita a termine.
Ora, torniamo nel ruolo del grossista. Ipotizziamo che il giorno dopo l'acquisto del Futures una tempesta distrugga la metá delle piantagioni esistenti di arance: chiaramente le aspettative per quello che sarà il prezzo del succo di arancia si muoveranno immediatamente al rialzo (ci si aspetta un’offerta minore e quindi un prezzo maggiore per i meccanismi spiegati sopra). Ciò implica che, chi volesse stipulare in questa giornata un nuovo contratto Futures non riuscirebbe a fissare il prezzo a 0.20$ ma dovrebbe accontentarsi di fissarlo a, per esempio, 0.25$. Ora, abbiamo detto che i Futures sono strumenti che si acquistano sul mercato finanziario: non c’è un accordo diretto tra grossista e produttore. Un secondo grossista dovrebbe quindi a sua volta andare sul mercato ed acquistare lí i Futures. E indovinate un po’? Il primo grossista può ora decidere di vendere il suo contratto, in modo da ricavarne un profitto immediato (la differenza tra il prezzo iniziale e il prezzo finale, 0.05$/litro) o di aspettare la scadenza del contratto. Nel caso decidesse di tenere il contratto fino a scadenza se il prezzo restasse fermo a 0.25$ otterrebbe lo stesso profitto (può comprare a 0.20 e rivendere a 0.25); se il prezzo salisse potrebbe guadagnare anche di più; ma se dovesse scendere rischierebbe, ovviamente, una perdita (immaginate che il prezzo alla fine si attesti a 0.10$/litro mentre lui si è impegnato per il doppio del prezzo). Quindi, per capirci, lo strumento è molto utile perchè permette di fissare il prezzo delle materie prime con mesi di anticipo, e ciò è spesso fondamentale per industrie con prezzi estremamente variabili. Inoltre, chi sottoscrive un Futures può comunque rivenderlo prima della scadenza, e ciò rende l'obbligazione un po' meno stringente.
Una curiosità: la maggior parte dei Futures
sulle commodities (materie prime) di norma non comporta la consegna finale del
bene. Essenzialmente quasi tutti i contratti vengono chiusi prima della
scadenza: le controparti si scambiano la differenza tra il valore del Futures e
il valore del bene sottostante, ma non c’è la consegna fisica del bene. Non
voglio dilungarmi troppo, quindi vi lascio con questa domanda: perché quasi
nessun Futures si conclude con la consegna del famoso succo di arancia da cui
tutto è cominciato?
Un’ultima cosa: il riferimento alle arance non è casuale. Il mercato di Chicago è particolarmente famoso per i Futures sul succo di arancia (se voleste sapere quali sono le previsioni meteo per i prossimi mesi potreste affidarvi al prezzo di tali strumenti). E sono abbastanza convinta che tutti voi avete sentito parlare almeno una volta di questo mercato.
Il film “Una poltrona per due” vi dice nulla? No? Allora andate a rivedervi la scena qui a lato. Enjoy!
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