domenica 28 luglio 2013

Arance, Futures ed Eddie Murphy.


Parlare di derivati in generale è un compito abbastanza complesso, in quanto la categoria è estremamente ampia. Allora ho deciso di iniziare dal derivato piú semplice che esiste, il contratto Futures. Mettetevi comodi che provo a raccontarvelo (sembra che lo story-telling sia il modo migliore per spiegare e, dall'altro lato, per imparare).


Immaginate di essere un coltivatore di arance, specializzatonella produzione di succo d’arancia. Ogni anno le vostre preoccupazioni principali sono queste due: che il raccolto a fine stagione sia buono (per esempio, che non venga distrutto da una grandinata) e che col ricavato della vendita possiate almeno coprire i costi sostenuti e generare un - seppur piccolo - profitto. Per il primo problema la soluzione è abbastanza semplice: assicurate il raccolto, in modo da essere rimborsati in caso di ciclone, siccità o qualsivoglia calamità naturale. 
La soluzione alla seconda questione potrebbe essere più complessa: in quanto operatore nel sistema economico siete ovviamente sottoposti alla dura legge della domanda e dell’offerta. In pratica, quando il vostro raccolto sarà maturo dovrete presentarvi sul mercato ed il prezzo a cui potrete vendere il vostro succo d’arancia dipenderà da una serie di fattori indipendenti dalla vostra volontà. Il fattore determinante sarà, probabilmente, la quantità di offerta presente sul mercato, ma anche la quantità di domanda potrebbe influire sul prezzo. 


Agli estremi, sono possibili due scenari: nel caso fortunato (per voi) per qualche strana congiunzione cosmico-astrale siete l’unico produttore in grado di offrire succo di buona qualità. In termini microeconomici, si potrebbe dire che siete un monopolista, ergo potete decidere voi il prezzo del vostro prodotto, essendo sicuri di non avere concorrenza (chiaramente il prezzo dovrebbe restare entro certi limiti, che nessuno comprerebbe succo di arancia ad un milione di dollari al litro, anche se fosse l’unica possibilità per acquistarlo). In questo scenario siete certi di poter coprire i costi in cui siete incorsi e di ottenere un buon profitto.



Ma vediamo lo scenario più pessimistico. Diciamo che quest’anno il tempo è stato particolarmente favorevole alla coltivazione delle arance, tutti i produttori vostri concorrenti hanno arance perfette in quantità. Inoltre, giusto per rendere le cose ancora più difficili, per qualche ragione non meglio specificata in tutta la nazione si è sparsa la moda degli alberi di arancio: tutti hanno un albero di arance nel proprio giardino, e ciò incide negativamente sulla domanda per il vostro prodotto (perché andare al supermercato a comprare del succo quando posso farmelo fresco in casa?). Ecco, in questa situazione le cose potrebbero mettersi particolarmente male per voi: la sovrabbondanza di offerta e la scarsità di domanda scatenerebbero senza dubbio una battaglia sul prezzo da parte dei vari produttori. Il risultato sarebbe che sareste costretti a svendere il prodotto pur di avere un minimo ricavo (n.d.r. il ricavo si intende al lordo dei costi, non equivale al profitto!) e minimizzare le perdite, che sarebbero comunque particolarmente consistenti.


Ora che avete chiaro il problema, non vi piacerebbe poter evitare di trovarvi nello scenario pessimistico? Certo se poteste prevedere il futuro, sapendo che quello sarebbe l’outcome finale, non iniziereste nemmeno la produzione. Ma, posto che ancora l’astrologia non è considerata una scienza esatta e non c’è nessuno al mondo in grado di dirvi con certezza assoluta quali saranno le condizioni del mercato da qui a 10 mesi, dovrete trovare un’altra soluzione. Prima di suggerirvi come fare, voglio farvi vedere il problema da un’altra prospettiva.

Ora, con un piccolo sforzo di immaginazione, immaginate di essere un grossista specializzato in succo d’arancia. Siete bravissimi nel selezionare ogni anno i raccolti migliori e trattare il miglior prezzo. Però anche voi siete soggetti al caso e anche voi, come il produttore, non sapete in quale scenario vi troverete tra 10 mesi. Chiaramente il primo scenario non vi piacerebbe per nulla, in quanto sareste costretti a comprare il prodotto ad un prezzo esagerato. Viceversa, sareste molto contenti nel secondo caso, in cui potreste comprare il prodotto migliore ad un prezzo stracciato. Quindi, a differenza del produttore, voi state cercando una soluzione per evitare di trovarvi nella prima situazione.


Adesso abbiamo tutti gli elementi sulla tavola. Un semplice modo per mettere d’accordo grossista e produttore è quello di stipulare un contratto a termine: le due parti si accordano che, alla scadenza, una certa quantità di succo sarà scambiata con una certa quantità di denaro definita oggi. Ecco, l'idea del contratto Futures nasce da qui, ma questo strumento ha caratteristiche che lo rendono molto diverso da una semplice vendita a termine.

Il contratto Futures è uno strumento finanziario standardizzato che può essere venduto/acquistato sui mercati finanziari. Vediamo cosa vuol dire nel nostro caso: i due soggetti vogliono assicurarsi che alla scadenza del contratto vengano consegnati 10000 litri di succo al prezzo di 0.2$ al litro (il prezzo non è scelto "a caso", ma è dato dalle aspettative che si hanno rispetto a quale sarà il prezzo prevalente sul mercato alla scadenza del contratto).  Per tale accordo sottoscrivono un contratto Futures, cioè un contratto standardizzato che ha una quotazione su un mercato finanziario (in pratica, il grossista acquista sul mercato tale strumento finanziario, i.e. acquista uno strumento che lo obbliga a scadenza ad acquistare la merce al prezzo a cui lo strumento è quotato, in questo caso 0.20$/litro). Chiariamoci: il Futures è una vendita a termine: acquistare il contratto sul mercato non implica un'uscita di cassa oggi, ma la sottoscrizione di un'obbligazione per la quale, a scadenza, siamo tenuti a pagare la cifra indicata dal Futures. Per evitare che gli operatori finanziari acquistino quantità di Futures superiori alle loro effettive capacità di chiudere il contratto a scadenza, comunque nel mercato viene richiesto il versamento di un margine (nel nostro caso, il grossista dovrá versare x% del valore del contratto a garanzia dell'obbligazione sottoscritta).

Ora, torniamo nel ruolo del grossista. Ipotizziamo che il giorno dopo l'acquisto del Futures una tempesta distrugga la metá delle piantagioni esistenti di arance: chiaramente le aspettative per quello che sarà il prezzo del succo di arancia si muoveranno immediatamente al rialzo (ci si aspetta un’offerta minore e quindi un prezzo maggiore per i meccanismi spiegati sopra). Ciò implica che, chi volesse stipulare in questa giornata un nuovo contratto Futures non riuscirebbe a fissare il prezzo a 0.20$ ma dovrebbe accontentarsi di fissarlo a, per esempio, 0.25$. Ora, abbiamo detto che i Futures sono strumenti che si acquistano sul mercato finanziario: non c’è un accordo diretto tra grossista e produttore. Un secondo grossista dovrebbe quindi a sua volta andare sul mercato ed acquistare lí i Futures. E indovinate un po’? Il primo grossista può ora decidere di vendere il suo contratto, in modo da ricavarne un profitto immediato (la differenza tra il prezzo iniziale e il prezzo finale, 0.05$/litro) o di aspettare la scadenza del contratto. Nel caso decidesse di tenere il contratto fino a scadenza se il prezzo restasse fermo a 0.25$ otterrebbe lo stesso profitto (può comprare a 0.20 e rivendere a 0.25); se il prezzo salisse potrebbe guadagnare anche di più; ma se dovesse scendere rischierebbe, ovviamente, una perdita (immaginate che il prezzo alla fine si attesti a 0.10$/litro mentre lui si è impegnato per il doppio del prezzo). Quindi, per capirci, lo strumento è molto utile perchè permette di fissare il prezzo delle materie prime con mesi di anticipo, e ciò è spesso fondamentale per industrie con prezzi estremamente variabili. Inoltre, chi sottoscrive un Futures può comunque rivenderlo prima della scadenza, e ciò rende l'obbligazione un po' meno stringente. 

Ecco, questo è, molto a grandi linee, un contratto Futures. Ora considerate che questo genere di contratti può essere usato per qualsiasi tipo di merce (petrolio, alimentari, bestiame, cotone, valute, azioni ecc). Il mercato di riferimento è molto ampio e chiaramente vi compaiono soprattutto operatori finanziari (più che i nostri amici produttori e grossisti). Questo perché si tratta di strumenti ideali per chi vuole provare ad ottenere un guadagno scommettendo sugli andamenti futuri del prezzo di un certo strumento: come abbiamo visto, infatti, il prezzo dei Futures è determinato dalle aspettative sul prezzo futuro del sottostante e chi sia in grado di prevedere scostamenti in tali aspettative può ottenerne enormi guadagni – senza dover aspettare che tale scostamento si verifichi nel futuro.

Una curiosità: la maggior parte dei Futures sulle commodities (materie prime) di norma non comporta la consegna finale del bene. Essenzialmente quasi tutti i contratti vengono chiusi prima della scadenza: le controparti si scambiano la differenza tra il valore del Futures e il valore del bene sottostante, ma non c’è la consegna fisica del bene. Non voglio dilungarmi troppo, quindi vi lascio con questa domanda: perché quasi nessun Futures si conclude con la consegna del famoso succo di arancia da cui tutto è cominciato?


Un’ultima cosa: il riferimento alle arance non è casuale. Il mercato di Chicago è particolarmente famoso per i Futures sul succo di arancia (se voleste sapere quali sono le previsioni meteo per i prossimi mesi potreste affidarvi al prezzo di tali strumenti). E sono abbastanza convinta che tutti voi avete sentito parlare almeno una volta di questo mercato. 

Il film “Una poltrona per due” vi dice nulla? No? Allora andate a rivedervi la scena qui a lato. Enjoy!


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